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Matteria
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mweaMatteriacite-ref-1[1]cite-ref-2[2] (in mwgqsloveno mwggmwgwMaterija) è un paese nel mwhaCarso della mwhqSlovenia, frazione del comune di mwhgErpelle-Cosina. La località, che si trova a 507,3 metri s.l.m. ed a 9,2 chilometri dal confine italiano, è situata alle pendici sud dei colli mwhwbirchini, sulla strada mwiaTrieste-mwiqFiume.
La valle in cui si trova l'insediamento prende il nome dal paese (in mwiwsloveno mwjaMatarsko Podolje) mentre in italiano è nota come solco di mwjqCastelnuovo.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Abitata dalla tribù mwkqceltica dei Menocaleni, in epoca romana fu nota come mwkgAd Malum, ossia "al Melo"; il suo nome odiernamente deriva da "matta" che significa masseria, ovvero una tenuta agricola; fu un presidio romano attestato epigraficamentecite-ref-3[3] come di proprietà di mwlwGaio Lecanio Basso, console nel 40 d.C. e proprietario di terreni e fabbriche di laterizi ed anfore in Istria.
Dopo la mwmqcaduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del mwmgRegno ostrogoto fino al mwmw539, in mwnaIstria si insediarono i mwnqbizantini che in seguito subirono la penetrazione temporanea nella penisola dei mwngLongobardi. Dopo una parentesi di mwnwdominazione longobarda dal mwoa751 ad opera del loro re mwoqAstolfo, l'Istria tornò in mano mwogbizantine dal mwow774.
Nel mwpq788 mwpgCarlo Magno, mwpwre dei Franchi, occupò l'Istria inglobandola nel mwqaRegnum Italiae affidato da Carlo al figlio mwqqPipino; nell'mwqg803 venne istituita la mwqwMarchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di mwraPipino nell'mwrq810, il territorio passò in mano al figlio mwrgBernardocite-ref-4[4].
Con la morte di mwtaCarlo Magno nell'mwtq814 la carica imperiale passò a mwtgLudovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito mwtwLotario, il quale già nell'mwua828 (dopo aver deposto mwuqBaldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la mwugMarca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente anche il Carso e parte della mwuwCarniola interna).
In seguito al mwvqtrattato di Verdun, nell'mwvg843, il suo territorio entrò a far parte della mwvwLotaringiacite-ref-5[5] poi assegnate al marchese mwxaEberardo a cui succedettero prima il figlio mwxqUrnico e poi l'altro figlio mwxgBerengario.
Cessato il dominio franco con la deposizione di mwyaCarlo il Grosso, mwyqBerengario, divenuto re d'Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo mwygVilfredo che venne poi nell'mwyw895 da lui nominato marchese del Friuli e dell'Istria.
Morto Berengario, per limitare la potenza dei magravi del Friuli, re mwzqUgo di Provenza staccò l'Istria dal marchesato aquileiese e vi pose il marchese Wintero come tenutario.
Nel mwzw952 l'imperatore mwaaOttone I obbligò il re d'Italia mwaqBerengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al mwagImpero romano-germanico e subordinandole al Ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro mwawEnrico I a cui successe il figlio mwbaEnrico II.
Nel mwbg976 passò al mwbwDucato di Carinziacite-ref-6[6] appena costituito dall'imperatore mwdaOttone II.
Nel mwdg1040, dopo la morte l'anno prima di mwdwCorrado II, mweaEnrico III di Franconia fece dell'Istria una marca a sé, per dare a questa provincia un'organizzazione più adatta alla difesa e per indebolire i duchi di Carinzia, ai quali l'Istria era sottomessa. La nuova marca istriana divenne così “provincia immediata e feudo diretto dell'Impero”, L'autorità marchionale della nuova mweqMarchia et Comitatus Histriae venne pertanto conferita dall'mwegimperatore al conte/marchese Volrico od Urlico I della casa Weimarmwew – Orlamünde.
L'attuale zona di Matterìa fece invece parte della mwfqDiocesi di Trieste, allora esercitante mwfgpotere temporale su buona parte della mwfwCicceria e del solco di mwgaCastelnuovo.
Nel mwgg1077 l'imperatore mwgwEnrico IV costituì il mwhaPrincipato ecclesiastico di Aquileia che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria.
Nel 1081, quando il vescovo di mwhgTrieste divenne vassallo della chiesa d'Aquileia, il territorio di Matterìa passò anch'esso sotto il dominio dei mwhwpatriarchi.
Dopo la pace di Treviso (mwiq1291, che affidava la fascia costiera occidentale istriana alla crescente potenza della mwigSerenissima), il suo territorio rimase sotto il dominio dei mwiwpatriarchi assieme a parte della mwjaCicceria, mentre l'attigua e più meridionale alta valle mwjqRisano venne affidata al comune di mwjgTrieste, al tempo nemico del patriarca.
Nel mwkatrecento è attestata la penetrazione slava nell'allora zona deserta e inospitale di Matterìa.
Dopo la mwkgpace di Torino del 1381, suggellata dopo la fine della guerra tra i mwkwGenovesi e i mwlaVeneziani, tutto il solco di Castelnuovo, e quindi Matterìa, passò al Ducato di Carniola in mano ai mwlqduchi d’Austria.
Il mwlw1420 segnò la fine del potere temporale dei patriarchi e Matterìa restò sotto il dominio asburgico, nella mwmaCarniola, dipendendo dalla Signoria di Castelnuovo; essa fu sede di un posto di doganacite-ref-schwarzenegg-7-0[7] con l'attigua enclave di Sliviacite-ref-cappellaris-8-0[8] allora in mano alla goriziana Signoria di mwoqSchwarzenegg.
Nel 1508, durante la mwowguerra austro-veneta, i mwpaVeneziani, comandati da mwpqBartolomeo d'Alviano, occuparono il solco di mwpgCastelnuovo e gran parte della mwpwCicceria.
Dal mwqq1512, a seguito della riforma imperiale voluta da mwqgMassimiliano I, la mwqwCarniola entrò nel quindi nel mwraCircolo austriaco del mwrqSacro Romano Impero.
Con il mwrwtrattato di Noyon, seguito dal trattato di pace di Worms (1523) e dal lodo arbitrale di Trento del 1535 (che sancì, tra Veneziani e il nuovo imperatore mwsaCarlo V, quanto stabilito tra le parti nel 1523) Matterìa tornò definitivamente in mano imperiali.
Col mwsgtrattato di Schönbrunn del 1809 entrò a far parte delle mwswProvince Illiriche per rientrare poi in mano austriaca col mwtaCongresso di Vienna nel 1815 nel mwtqRegno d'Illiria come comune autonomocite-ref-adsdts-9-0[9], che comprendeva gli insediamenti (mwugnaselja) di Baccia di Matteria (mwuwBač pri Materiji), Patisane (o Pusane) (mwvaPovžane) e Rosizze (mwvqRožice); passò in seguito sotto il profilo amministrativo al mwvgLitorale austriaco nel 1849 sempre come comune autonomocite-ref-gemeindelexikon1-10-0[10] che si ingrandì assorbendo anche gli insediamenticite-ref-gemeindelexikon1-10-1[10] di mwxwArtuise (mwyaArtviže), mwyqBresovizza Marenzi (mwygBrezovica), Bresovoberdo (mwywBrezovo Brdo), Calcizza (mwzaKovčice), Coticcina (mwzqHotniča), Dulna (mwzgOdolina), mwzwErpelle (mw0aHrpelje), Golazzo (mw0qGolac), Gradiscizza (mw0gGradišica), Loccegrande (mw0wVelike Loče), Marcossina (mw1aMarkovšina), Mersane (mw1qMrše), Orecca (mw1gOrehek pri Materiji), Ostrovizza (mw1wOstrovica), Scandaussina (mw2aSkadanščina), Slivia di Castelnuovo (mw2qSlivje), Sloppe (mw2gSlope), Tatre (mw2wTatre), e Tubliano (mw3aTulje pri Hrpeljah) ora nel comune di mw3qErpelle-Cosina e mw3gCosiane (mw3wKozjane), ora nel comune di mw4aDivaccia e Gelovizza (mw4qJelovica) e Vodizze di Castelnuovo (mw4gVodice) ora nel comune croato di mw4wLanischie.
La località nel XIX secolo fu conosciuta anche come San Marcocite-ref-11[11].
Dopo la mw6gprima guerra mondiale passò, come tutta la mw6wVenezia Giulia, al mw7aRegno d'Italia; il comune venne inserito nel mw7qcircondario di Volosca-Abbazia della mw7gprovincia dell'Istriacite-ref-12[12]. L'mw8wanno successivo passò al mw9acircondario di Capodistriacite-ref-13[13]cite-ref-14[14].
Nel mw-g1928 il comune di Matteria venne distaccato dalla provincia dell'Istria ed assegnato a mw-wquella del Carnarocite-ref-15[15].
Fu soggetta alla mwaq4Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945. Fin dal giugno 1945, trovandosi a sud-est della mwaq8linea Morgan, entrò nella zona ad amministrazione jugoslava e a seguito del mwaratrattato di Parigi nel 1947 definitivamente a far parte della mwareJugoslavia; dal 1991 fa parte della mwariSlovenia.
Alture principali
mwaruSpičnik, mt 776; mwaryMatarski vrh, mt 803
Note
cite-note-11. ↑ Cfr. il toponimo "Matteria" a p. 66 sull'mwar0Atlante geografico Treccani, vol. I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.
cite-note-22. ↑ mwaseAtlante stradale d'Italia, Touring Editore, 1998, tav. 20.
cite-note-44. ↑ mwaswmwas0mwas4Mappa dell'Impero carolingio all'ascesa di Ludovico I (814), su mwas8upload.wikimedia.org.
cite-note-55. ↑ l'Istria come parte della mwatmmwatqLotaringia (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
cite-note-66. ↑ mwatgMappa del ducato di Carinzia attorno all'anno 1000 - Allgemeiner historischer Handatlas, 1886
cite-note-cappellaris-88. ↑ mwaumMatteria e mwauqSlivie in: mwauumwauyCarta delle Contee di Gorizia, di Gradisca, Distretto di Trieste e del Friuli veneto, dedicata all'Imperiale Regia Società d'Agricoltura delle medesime Contee nuovamente misurata e disegnata dal cesareo regio provincial Ingegnere Giannantonio Cappellaris, in Venezia per P. Santini, 1780 mwaucArchiviatomwaug il 18 luglio 2012 in mwaukArchive.ismwauo.
cite-note-adsdts-99. ↑ mwau8mwavamwavemwavimwavmKatastral Plan der Gemeinde MATERIA, im Künstenlande-Istrianer Kreis, Bezirk Fünfberg, 1819mwavq, su mwavuarchiviodistatotrieste.it. mwavyURL consultato il 28 ottobre 2012 mwavc(archiviato dall'mwavgurl originale il 12 novembre 2014).
cite-note-gemeindelexikon1-1010. ↑ indicazione bilingue del comune di mwav4Matteria, mwav8 Materija con gli insediamenti di mwawaArtviže, mwaweBač, mwawiBrezovica, mwawmBrezovo Brdo, mwawqGolac, mwawuGradišica, mwawyHerpelje, mwawcHotičina, mwawgJelovice, mwawkKovčice, mwawoKozjane, mwawsLoče Vele, mwawwMarkovščina, mwaw0Mrše, mwaw4Odolina, mwaw8Orehek, mwaxaOstrovica, mwaxePovžane, mwaxiRožice, mwaxmSkadanščina, mwaxqSlivje, mwaxuSlope, mwaxyTatre, mwaxcTublje e mwaxgVodizze - mwaxkVodice in: mwaxoGemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906 mwaxsArchiviatomwaxw il 3 marzo 2010 in mwax0Internet Archivemwax4.
cite-note-1111. ↑ Dario Alberi – Da Trieste a Fiume per la Cicceria - Istria Storia, Arte e Cultura - LINT.
cite-note-1212. ↑ mwayyRegio decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 1
cite-note-1313. ↑ mwayoRegio decreto legge 22 febbraio 1924, n. 213, art. 1
cite-note-1414. ↑ Il codice catastale era F057.
cite-note-1515. ↑ mwazeR.D.L. 4 ottobre 1928, n. 2370
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